E’ terminata la fase centrale del progetto Certcost, che valuta cosa causi la confusione e i costi aggiuntivi che si verificano nel settore del biologico e come questi aspetti possono essere evitati tanto dai consumatori quanto dai produttori.
“Il nostro obiettivo e individuare metodologie che consentano di migliorare il sistema europeo di certificazione grazie allo sviluppo di una sua maggiore comprensibilita, ad esempio svolgendo ricerche sulla percezione dei consumatori nei confronti di tale sistema”, ha dichiarato Stephan Dabbert, coordinatore di progetto e docente all’università di Hohenheim.
Dettagli sul progetto e sulle sue conclusioni sono riportate sul sito www.certcost.org
Progetto analogo era già stato fatto con la certificazione degli edifici.
Ma è difficile pensare che il progetto di una certificazione unica a livello europeo sia realmente un valore aggiunto per gli stakeholders: la certificazione non è solo una fotografia o un referto, e nemmeno un numero. Il senso di fiducia non si crea per decreto.
Consumo responsabile
Considerando di dover chiedere in prestito ogni cosa che si usa si è portati verso una scelta più mirata delle cose che si possiedono, e all’eliminazione di molti oggetti poco sostenibili. Difficilmente si chiede in prestito una cosa che non si usa, o il cui uso è anti economico; e con maggiore difficoltà ancora si chiede in prestito un oggetto ‘usa e getta’.
domenica 29 gennaio 2012
venerdì 30 dicembre 2011
Affrontare il problema della copertura del suolo
Un recente studio (Overview of best practices for limiting soil sealing ormitigating its effects in EU-27, Environment Agency Austria) mostra che fra il 1990 e il 2006 il consumo di terra nell’Unione europea e aumentato in media di almeno 1.000 km2 ogni anno, la meta dei quali e stata coperta con asfalto o calcestruzzo e usata per costruire edifici, centri commerciali, strade e parcheggi. Le cifre sono ancora più elevate se si tiene conto della significativa quantità di terreno che non viene presa in considerazione a causa di sistemi di indagine a bassa risoluzione.
Il 2011 è stato designato dalla Commissione Europea ‘Anno della copertura del suolo’, con l’intento di fare conoscere il valore della terra su cui camminiamo.
E’ stato istituito un gruppo di esperti per elaborare ≪linee guida sulla copertura≫.
Il gruppo presenterà incentivi per riutilizzare la terra di siti già usati in precedenza al posto della terra vergine e suggerirà strategie per migliorare la pianificazione dello spazio sia a livello regionale che a livello locale. Le linee guida considereranno l’uso di materiali di copertura permeabili e sottolineeranno l’esigenza di una maggiore protezione per i terreni agricoli in generale.
Il 2011 è ormai finito. Siamo in attesa divedere i risultati di questo lavoro.
Il 2011 è stato designato dalla Commissione Europea ‘Anno della copertura del suolo’, con l’intento di fare conoscere il valore della terra su cui camminiamo.
E’ stato istituito un gruppo di esperti per elaborare ≪linee guida sulla copertura≫.
Il gruppo presenterà incentivi per riutilizzare la terra di siti già usati in precedenza al posto della terra vergine e suggerirà strategie per migliorare la pianificazione dello spazio sia a livello regionale che a livello locale. Le linee guida considereranno l’uso di materiali di copertura permeabili e sottolineeranno l’esigenza di una maggiore protezione per i terreni agricoli in generale.
Il 2011 è ormai finito. Siamo in attesa divedere i risultati di questo lavoro.
giovedì 8 dicembre 2011
Obiettivi Europa 2015
Il primo degli 8 Obiettivi per il 2015 era quello di eliminare la povertà e la fame nel mondo, dimezzando tra il 1990 e il 2015 la percentuale di persone il cui reddito è inferiore a 1 dollaro USA al giorno.
Il primo degli 8 Obiettivi per il 2015 era quello di eliminare la povertà e la fame nel mondo, dimezzando tra il 1990 e il 2015 la percentuale di persone il cui reddito è inferiore a 1 dollaro USA al giorno.
Dopo la giornata nazionale della colletta alimentare, svolta a fine novembre, è rimasto il desiderio di non sprecare più nulla, andandosi così a collegare con il settimo obiettivo, assicurare la sostenibilità ambientale. La formulazione di questo obiettivo è però poco concreta, e prevede di integrare i principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi nazionali e invertire la tendenza al depauperamento delle risorse naturali.
E se si partisse anche sola dalla frutta, facendo marmellata con quella avanzata?
Farsi la marmellata, chiedendo al commerciante di comprare la frutta che viene scartata per sole ragioni estetiche, che quindi si può comprare a basso costo e che molto probabilmente verrebbe distrutta. E’ un semplice modo per coniugare la sana alimentazione con una pratica virtuosa. E fare la marmellata può anche diventare una occasione per trovarsi con altre persone, un momento in cui stare insieme.
Il primo degli 8 Obiettivi per il 2015 era quello di eliminare la povertà e la fame nel mondo, dimezzando tra il 1990 e il 2015 la percentuale di persone il cui reddito è inferiore a 1 dollaro USA al giorno.
Dopo la giornata nazionale della colletta alimentare, svolta a fine novembre, è rimasto il desiderio di non sprecare più nulla, andandosi così a collegare con il settimo obiettivo, assicurare la sostenibilità ambientale. La formulazione di questo obiettivo è però poco concreta, e prevede di integrare i principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi nazionali e invertire la tendenza al depauperamento delle risorse naturali.
E se si partisse anche sola dalla frutta, facendo marmellata con quella avanzata?
Farsi la marmellata, chiedendo al commerciante di comprare la frutta che viene scartata per sole ragioni estetiche, che quindi si può comprare a basso costo e che molto probabilmente verrebbe distrutta. E’ un semplice modo per coniugare la sana alimentazione con una pratica virtuosa. E fare la marmellata può anche diventare una occasione per trovarsi con altre persone, un momento in cui stare insieme.
giovedì 24 novembre 2011
Consumatori informati
Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, recentemente pubblicato sulla GUCE, ha finalmente introdotto, per le etichette degli alimenti, il concetto di sostenibilità.
Nel considerato 19, infatti, recita: "dovrebbero essere stabiliti nuovi requisiti obbligatori in materia di informazioni sugli alimenti solo ove necessario, conformemente ai principi di sussidiarietà, proporzionalità e sostenibilità".
Peccato che nell’articolato il temine non sia poi ripreso, e se ne perda traccia. Forse perché talvolta già l’etichetta è poco sostenibile, più pensata per attirare che per informare, o è apposta su imballo eccessivo?
Nel considerato 19, infatti, recita: "dovrebbero essere stabiliti nuovi requisiti obbligatori in materia di informazioni sugli alimenti solo ove necessario, conformemente ai principi di sussidiarietà, proporzionalità e sostenibilità".
Peccato che nell’articolato il temine non sia poi ripreso, e se ne perda traccia. Forse perché talvolta già l’etichetta è poco sostenibile, più pensata per attirare che per informare, o è apposta su imballo eccessivo?
lunedì 31 ottobre 2011
Europa urbana — Sfide globali, soluzioni europee comuni
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C312 la Raccomandazione della Commissione sull’iniziativa di programmazione congiunta nel settore della ricerca «Europa urbana — Sfide globali, soluzioni europee comuni»
Il primo ‘considerando’, di seguito riportato, rappresenta una prospettiva che richiede forse azioni più incisive di quelle proposte dalla raccomandazione stessa:
“Lo sviluppo sostenibile delle zone urbane in Europa è un grande problema sociale che va di pari passo con l’intensificarsi a livello mondiale di tendenze quali l’inurbamento. Stando alle previsioni, entro il 2050 gli abitanti delle città, dall’attuale 50 %, passeranno a costituire pressoché il 70 % della popolazione mondiale. Questa cifra sarà ancor più elevata in Europa: si prevede infatti che entro il 2050 le città accoglieranno quasi l’83 % della popolazione (circa 557 milioni).”
Trovi il testo completo della raccomandazione al seguente link:
Il primo ‘considerando’, di seguito riportato, rappresenta una prospettiva che richiede forse azioni più incisive di quelle proposte dalla raccomandazione stessa:
“Lo sviluppo sostenibile delle zone urbane in Europa è un grande problema sociale che va di pari passo con l’intensificarsi a livello mondiale di tendenze quali l’inurbamento. Stando alle previsioni, entro il 2050 gli abitanti delle città, dall’attuale 50 %, passeranno a costituire pressoché il 70 % della popolazione mondiale. Questa cifra sarà ancor più elevata in Europa: si prevede infatti che entro il 2050 le città accoglieranno quasi l’83 % della popolazione (circa 557 milioni).”
Trovi il testo completo della raccomandazione al seguente link:
giovedì 20 ottobre 2011
MEDIA, DEMOCRAZIA E SOSTENIBILITÀ
Si è appena concluso a Cuneo il IX FORUM INTERNAZIONALE DELL’INFORMAZIONE
PER LA SALVAGUARDIA DELLA NATURA, promosso da Greenaccord Onlus.
Grande partecipazione da parte dei giornalisti, provenienti da tutte le parti del mondo.
PER LA SALVAGUARDIA DELLA NATURA, promosso da Greenaccord Onlus.
Grande partecipazione da parte dei giornalisti, provenienti da tutte le parti del mondo.
sabato 8 ottobre 2011
Conto della spesa
Cosa ti porti a casa?
Il WWF ha messo a disposizione un prezioso strumento per quantificare l’impatto ambientale del proprio carrello della spesa. E così è possibile fare due conti.
Il totale in euro che si pagano alla cassa ed il totale in termini di consumi o emissioni che si pagano all’ambiente, o meglio, che facciamo pagare all’ambiente. Perché se gli euro sono tratte dalle nostre tasche, le risorse naturali sono della natura, e noi, semplicemente, ce le prendiamo.
Applicarsi per capire l’impatto ambientale delle proprie abitudini costituisce la prima tappa del consumo responsabile. Il software consente di valutare diverse scelte, in modo da riuscire a valutare quali benefici si possono ottenere cambiando qualche nostra scorretta abitudine.
Per eseguire l’esercitazione è sufficiente collegarsi al seguente link: http://www.improntawwf.it/carrello/
Il WWF ha messo a disposizione un prezioso strumento per quantificare l’impatto ambientale del proprio carrello della spesa. E così è possibile fare due conti.
Il totale in euro che si pagano alla cassa ed il totale in termini di consumi o emissioni che si pagano all’ambiente, o meglio, che facciamo pagare all’ambiente. Perché se gli euro sono tratte dalle nostre tasche, le risorse naturali sono della natura, e noi, semplicemente, ce le prendiamo.
Applicarsi per capire l’impatto ambientale delle proprie abitudini costituisce la prima tappa del consumo responsabile. Il software consente di valutare diverse scelte, in modo da riuscire a valutare quali benefici si possono ottenere cambiando qualche nostra scorretta abitudine.
Per eseguire l’esercitazione è sufficiente collegarsi al seguente link: http://www.improntawwf.it/carrello/
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