lunedì 25 luglio 2011

Eccedenze agricole

L'evoluzione della tecnica applicata alla produzione agricola ha consentito una indubbia crescita della resa unitaria delle coltivazioni.
Questo miglioramento è ancora più evidente se si considera la produzione per numero di addetti, ovvero la produzione per ogni ora di lavoro umano.
Poco è cambiato, invece, sul fronte delle eccedenze agricole. Anzi, pare quasi che nonostante siano disponibili strumenti di previsione e pianificazione più efficaci, la pratica della distruzione delle eccedenze sia ancora in uso, a tutela degli interessi degli operatori.
E' singolare che ci siano aziende che perseguano politiche attente agli aspetti biologici nella produzione, etici nel comportamento verso i propri lavoratori e che sia trascurata la destinazione finale del raccolto, nella sua interezza.

sabato 25 giugno 2011

Coltivare e custodire (2)

La macchia
L’esperienza insegna che questo richiede tempo, applicazione ed anche una certa dose di competenza. La mancanza di questi elementi si manifesta in modo evidente sullo stato di salute della pianta. Una settimana di lavoro più intenso, qualche imprevisto che assorbe buona parte del tempo libero o un week end trascorso fuori porta potrebbero già lasciare il segno sugli inquilini viventi della casa, e talvolta accade di accorgersene quando già le foglie iniziano ad ingiallire, ed i fiori ad appassire.
La pianta lasciata nel suo habitat naturale era comunque esposta a molte minacce, sia legate agli eventi atmosferici che alla presenza di più o meno voraci erbivori che ne potrebbero attentare la fibra. Al riparo delle mura domestiche questo pericolo le viene risparmiato.
Meglio il travaso, a questo punto.
Prima di decretare una sentenza sull’esistenza altrui, anche fosse vegetale, è comunque doveroso sincerarsi di avere condotto correttamente l’ analisi, di avere considerato con il giusto peso tutti gli elementi, e di avere agito nelle giuste condizioni di serenità e imparzialità.
Può essere di aiuto andare a fare quattro passi in un bosco, o percorrere una stradina di campagna per applicare questa verifica al caso della piantina. Si prende contatto con il suo contesto naturale, gli elementi che lo determinano e quelli che lo condizionano, i pericoli a cui è esposta e la sua possibile funzione all’interno del micro sistema che popola.
Tra le mura domestiche, o comunque dietro lo steccato di un giardino senza dubbio non mancano cure e protezione, e nemmeno portentosi nutrimenti e medicamenti. Ma quelle radici erano destinate a protendersi nel terreno per trovare l’acqua quando il clima era secco, e a sfidare l’impeto del vento quando infuriava la tempesta.
Varie altre forme vegetali ed animali avrebbero abitato la pianta. Alcuni pigri parassiti, altri semplici coinquilini, che approfittavano dell’ombra o di un po’ di linfa in cambio di qualche altro utile servizio offerto al loro padrone di casa. Le foglie ingiallite, o i rami secchi, anziché essere imbustati nell’umido della differenziata sarebbero stati affidati al vento, che li avrebbe prima staccati, e poi portati in un posto un poco distante.
Un totale stravolgimento della prima sentenza, perché la natura non presenta alcun pericolo di perire, allora? Senz’altro no, ma la natura si preoccupa, appena la pianta è abbastanza grande, di garantirle un seguito. Perché oltre al fiore, nella natura, arriva un frutto ed un seme, e poi un’altra vita. Difficile trovare una pianta isolata. Più facile un gruppo di piante vicine, un boschetto, a volte la macchia.
Quella macchia che a casa si pulisce.

giovedì 16 giugno 2011

Coltivare e custodire

continua dal precedente, Fiori Recisi
Le dita iniziano a scivolare lungo il gambo, fino a fermarsi nel punto in cui reciderlo sembra più facile. All’aumentare della pressione dei polpastrelli pare sentire scorrere la linfa nello stelo, e l’anelito di vita farsi presente con chiarezza.
Gustare la bellezza del fiore senza privarlo della sua vita è comunque possibile. Prendendo l’intera piantina, con tanto di radici, per trasferirla in un vaso le renderebbe salva la vita. L’alternativa che si presenta anche la possibilità di gustare più a lungo della freschezza del fiore, ma richiede l’assunzione di un impegno oneroso, che si protrae nel tempo. Una prima fase, transitoria, interessa il travaso ed il trasporto, la scelta di uno spazio in cui sistemare il vaso che permetta corretta esposizione alla luce. La seconda fase riguarda alimentarla e mantenerla in fiore. Questo richiede somministrare con costanza l’acqua, rimuovere le parti morte e vigilare che elementi infestanti, o patogeni non facciano la loro comparsa. Coltivarla e custodirla.

domenica 29 maggio 2011

Fiori recisi

Difficile vedere una cosa bella e non desiderare di possederla.
Sembra insito nella natura umana: essendo attratti da ciò che è bello, lo si vuole per se. Potrebbe trattarsi un meccanismo ancestrale che aiuta la nostra sopravvivenza, una sorta di istinto.
Più la bellezza è evidente, più il desiderio preme per ottenerne il possesso, il godimento.
Questa dinamica si può riscontrare in ogni ambito dell’agire umano, e condiziona il comportamento nel confronto dei beni con cui si interagisce.
I fiori sono una manifestazione della bellezza che la natura ci offre spontaneamente. Una seduzione semplice, immediata, che coinvolge tutti i sensi. La vista, attratta dalla semplicità e dall’armonia delle forme e dei colori, il tatto, che vuole investigare la magica materia costituente, tanto da doverlo avvicinare alle labbra, per consentire all’olfatto di catturare la freschezza dell’aroma. E poi sentire aprire la porta delle emozioni, rivivere momenti trascorsi, riascoltare voci, rivedere luoghi e persone. Tutte cose che sono proprie, appartengono, fanno battere il cuore. E allora si inizia a guardare diversamente il fiore, la mano non si muove solo più per avvicinarlo a sé, ma per prenderlo, per strapparlo.

martedì 24 maggio 2011

Regolamento 305/2011 per i prodotti da costruzione

La Direttiva europea sui prodotti da costruzione 89/106CEE, sinteticamente chiamata CPD, va in pensione. Come anticipato un paio di mesi fa, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il nuovo Regolamento per i prodotti da costruzione, sinteticamente detto CPR.

Il nuovo regolamento entrerà pienamente in vigore nel giugno del 2013, ma già da ora è possibile identificarlo con il proprio nome: Regolamento 305/2011.

Di particolare interesse è la sezione dedicata alle difinizioni: finalmente comprende tutte le figure che insistono sul processo che trascorre dalla progettazione alla distribuzione dei prodotti da costruzione.

Testo integrale su: http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:L:2011:088:SOM:IT:HTML

sabato 30 aprile 2011

10 consigli sulla sobrietà

Francesco Gesualdi, nel suo ‘L’altra via’ riesce a condensare in 10 sentenze molta più sobrietà di quanto non siano riusciti altri in molte pagine.
Per stimolare il desiderio di leggere il testo originale, ne riportiamo alcuni passaggi, una sorta di aperitivo della sobrietà:
• Evita l’usa e getta (che gioia vedere questo consiglio primo nell’elenco!).
• Evita l’inutile. Prima di comprare qualsiasi oggetto chiediti se
ne hai davvero bisogno o se stai cedendo ai condizionamenti della pubblicità. Alcuni esempi sono l’acqua in bottiglia, il vestiario
alla moda, il cellulare all’ultimo grido. ….
• Privilegia l’usato. Se hai deciso che hai bisogno di qualcosa non precipitarti a comprarlo nuovo. Prima fai un giro presso amici e parenti ….
• Consuma libero da scorie. Quando fai la spesa fai attenzione agli imballaggi...
• Autoproduci. Producendo da solo yogurt, marmellate, dolci e tutto ciò che puoi, eviti chilometri ...
• Consuma corto e naturale. Comprando locale e biologico eviti chilometri, sostieni l’occupazione …
• Consuma collettivo. È il modo migliore per permettere a molti di soddisfare i propri bisogni mantenendo al minimo il consumo di risorse e di energia. …. auto, bici, aspirapolvere, trapano, lavatrice.
• Ripara e ricicla. Allungando la vita degli oggetti risparmi risorse ...
• Abbassa la bolletta energetica. Andando in bicicletta, isolando la casa, investendo in energia rinnovabile, utilizzando elettrodomestici efficienti e gestendoli con intelligenza ….
• Recupera i rifiuti. Praticando in maniera corretta la raccolta differenziata ...

Liberamente estratto da ‘L’altra via’, di Francesco Gesuldi, Altraeconomia Edizioni, anche usando il link http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=77

mercoledì 20 aprile 2011

Corbetta - Fiera per lo sviluppo ecosostenibile

Ormai smaltita la sbornia di emozioni di ‘Fa la cosa giusta’, una nuova possibilità di incontrarsi è fornita dal Comune di Corbetta.
Ormai giunta alla sua nona edizione, la ‘Fiera per lo sviluppo ecosostenibile del territorio’ rappresenta una importante occasione per una uscita primaverile per verificare le virtù maturate o rimaste in letargo nel trascorso inverno.
E la mancanza della parola ‘crescita’ rappresenta forse l’invito più apprezzato per un appuntamento finalmente all’aria aperta, dal 28 aprile al primo maggio.


Più informazioni su: http://www.comune.corbetta.mi.it/sito/home2.aspx