Considerando di dover chiedere in prestito ogni cosa che si usa si è portati verso una scelta più mirata delle cose che si possiedono, e all’eliminazione di molti oggetti poco sostenibili. Difficilmente si chiede in prestito una cosa che non si usa, o il cui uso è anti economico; e con maggiore difficoltà ancora si chiede in prestito un oggetto ‘usa e getta’.
domenica 19 settembre 2021
martedì 31 dicembre 2019
Plastica. Il posto di lavoro può essere un ricatto?
La riduzione della produzione di plastica per oggetti monouso comporta la riduzione di posti di lavoro, e quindi la crisi di un settore che fornisce occupazione e ricchezza.
Questo è avvenuto anche per altri settori, e per le ragioni più diverse.
I produttori di cabine telefoniche hanno subito l'avvento dei cellulari.
I produttori di videocassette hanno subito l'invenzione dei DVD.
I produttori di pellicole fotografiche hanno subito l'arrivo delle fotocamere digitali
E i produttori di olio di palma, quelli di energia elettrica a carbone, quelli di termometri a mercurio, e di mille altre cose che la tecnologia, la scienza e, più in generale, il progresso hanno soppiantato?
mercoledì 11 aprile 2018
sabato 23 dicembre 2017
martedì 31 gennaio 2017
sabato 31 dicembre 2016
sabato 19 novembre 2016
lunedì 31 ottobre 2016
Il recupero alla francese
Prima che in Italia fosse varata la legge 166, in Francia andava in porto una legge sullo stesso argomento, che però si basa sul principio dell'obbligo: viene impedito alla GDO di gettare o rendere non più consumabili gli alimenti invenduti.
La legge non affronta il problema a livello sistemico, ma si concentra sull’adempimento della direttiva europea, e, di fatto, sposta la responsabilità dello spreco alimentare dalla filiera di produzione e distribuzione alle organizzazioni non profit, su cui si riverseranno tutte le eccedenze alimentari.
Il provvedimento elenca una gerarchia di azioni da mettere in campo per evitare lo spreco alimentare, partendo dalla prevenzione e dal recupero degli invenduti per il consumo umano, per l’alimentazione animale, fino all’utilizzo a fini energetici.
Tutti i punti vendita con una superficie superiore ai 400 metri quadrati dovranno donare agli enti assistenziali, attraverso la rete del volontariato, tutti i prodotti in scadenza o invenduti altrimenti destinati alla spazzatura. L’obbligo è quello di stipulare convenzioni con le associazioni che fanno questo tipo di attività. I prodotti avariati e non più commestibili, invece, dovranno essere usati per il compostaggio agricolo o per finalità energetiche.
Vengono proposte attività di informazione ed educazione ai bambini a scuola, includendo una sezione relativa alla lotta contro lo spreco alimentare.
Elemento critico è però la scarsa attenzione prestata agli aspetti che coinvolgono le associazioni beneficiarie. La legge non considera che recuperare prodotti alimentari richiede dotazioni idonee per il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza degli alimenti e non prevede nessun finanziamento adeguato che possa sostenere i futuri sforzi che verranno richiesti alle associazioni beneficiarie.
venerdì 16 settembre 2016
Legge 166/2016 Zero spreco
Finalmente è stata pubblicata una legge specifica per la riduzione degli sprechi alimentari. Dopo una lunga attesa, anche l’Italia si è dotata di una normativa contro gli sprechi alimentari. E’ la legge 166/2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 agosto. La finalità del provvedimento legislativo è quella di limitare gli sprechi di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti che si verificano durante le fasi della produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione. Per raggiungere questo obiettivo si cerca di favorire il recupero delle eccedenze di prodotti alimentari e farmaceutici. La legge si propone inoltre l’obiettivo di favorire la riduzione dei rifiuti e si sensibilizzare i consumatori in generale sul tema dello spreco di prodotti.
Elemento centrale del provvedimento è rappresentato dalla disciplina della cessione a titolo gratuito delle eccedenze alimentari in favore di enti pubblici e privati che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche e solidaristiche. Questi donatari sono a loro volta obbligati a destinare gratuitamente le eccedenze ricevute, in via prioritaria, a soggetti indigenti o, all’alimentazione degli animali o al compostaggio, qualora le eccedenze non fossero più idonee al consumo unamo.
mercoledì 24 agosto 2016
Terremoto in Centro Italia
Chissà se queste scosse daranno impulso all'attività di valutazione sismica, di cui si è tanto parlato e scritto, ma ancora poco applicata?
Magari non si sarebbe salvata alcuna vita umana, e neppure qualche opera d'arte o semplice edificio ad uso abitativo.
Forse non si riesce a quantificarne il beneficio in termini economici, ed il mercato non riconosce in maniera adeguata le costruzioni sismicamente più sicure, ma la sismicità del territorio nazionale impone delle riflessioni a tutti gli operatori del settore.
giovedì 30 giugno 2016
ISO 20400: la prima norma internazionale per gli acquisti sostenibili
Le decisioni di acquisto che fa un'organizzazione hanno impatti molto estesi, che vanno dall'energia consumata alla qualità della vita dei lavoratori che ha prodotto i prodotti acquistati.
L'acquisto sostenibile - noto come sustainable procurement - dovrebbe essere l'obiettivo per qualsiasi organizzazione, in quanto massimizza i suoi impatti sociali, ambientali ed economici positivi. Questo significa fare scelte intelligenti con tutti gli acquisti, dalle forniture per ufficio a fornitori di energia, ristorazione e materiali da costruzione.
Una nuova norma in fase di sviluppo, la ISO 20400, Sustainable procurement – Guidance, fornirà le linee guida per le organizzazioni che desiderano integrare la sostenibilità nei loro processi di approvvigionamento. E’ attualmente in stato di bozza e la pubblicazione definitiva si prevede nel corso del 2017.
Una norma che si occupa di consumo responsabile, allora. E per di più a livello business. Cioè una guida per le aziende, o meglio che è applicabile da tutte le organizzazioni che vedono l’approvvigionamento sostenibile come un aspetto fondamentale della responsabilità sociale. La nuova norma ISO 20400 potrà quindi andare ad integrare ISO 26000 - Guidance on social responsibility, consentendo alle aziende di contribuire agli sforzi di sviluppo sostenibile per ridurre al minimo il loro impatto sull'ambiente.
lunedì 29 febbraio 2016
Consumo responsabile
Procede l'iter parlamentare della 'legge Gadda', dal nome del suo relatore. Finalmente la regolamentazione relativa alla destinazione delle eccedenze alimentari dovrebbe arrivare anche in Italia, stabilendo incentivi per produttori e GDO qualora destinino tali prodotti a fini caritatevoli.
Certo non promuove direttamente il concetto di consumo responsabile, ma potrebbe sdoganare per sempre il tubù relativo alla doggy bag al ristorante. Gran salto culturale, ed anche una sana riduzione di sprechi.
mercoledì 16 dicembre 2015
Statistiche consumo responsabile
E' passato più di un anno dall'ultima verifica relativa alla verifica circa la sensibilità alla voce 'consumo responsabile'.
Oggi google fornisce il seguente responso alla ricerca: circa 627.000 risultati.
Una discesa significativa. Nonostante il nostro Paese abbia da poco visto la chiusura dei battenti dell'EXPO, che trattava temi con una forte affinità.
Sicuramente siamo molto più colpiti dalla morte violenta, che a quella silenziosa.
venerdì 31 luglio 2015
Climate changing
Anche quest'anno caldo record. E nuove statistiche per verificare da quanto tempo non accadeva. E le statistiche sulle azioni di mitigazione, o sulla riduzione delle emissioni?
Senza dubbio forniscono strumenti molto utili per apportare miglioramenti e pianificare azioni correttive, ma rimane comunque una scelta di base legata all’uso delle risorse.
Se ad esempio consideriamo il settore dei trasporti, le statistiche ci informano di come questo rappresenti quasi un quarto delle emissioni di gas serra in Europa e sia la principale causa di inquinamento dell'aria nelle città.
Il settore dei trasporti non ha visto lo stesso graduale declino delle emissioni degli altri settori: le emissioni hanno cominciato a diminuire solo nel 2007 e rimangono ancora superiori a quelle del 1990 (vedi grafico sotto). All'interno di questo settore, il trasporto su strada è di gran lunga il principale produttore di emissioni, oltre il 70% di tutte le emissioni di gas serra dovute ai trasporti nel 2014.
Con il cambiamento globale promosso dalla Commissione inserita nell’ambito di una strategia di mobilità a basse emissioni, che dovrebbe essere formalizzata nei prossimi mesi, senza dubbio potremo auspicarci miglioramenti più rapidi.
Rimane da risolvere l’enigma relativo a quanto l'Europa sia disposta a chiedere ai propri cittadini per il raggiungimento di questi obiettivi. L’esigenza di miglioramento in termini di competitività e quella relativa alla crescente mobilità di persone e merci mal si conciliano con le esigenze del nostro ambiente. Se non c’è la volontà politica di porre rimedio al ‘capriccio del tutto subito’ imperante, non potremo che avere miglioramenti marginali in termini di emissioni.
sabato 28 febbraio 2015
ISO 39001 - la norma sulla sicurezza stradale
La mobilità costa. In tempo, bisogno di infrastrutture e mezzi di trasporto, impatto ambientale e vite umane.
Il traffico stradale rappresenta una delle voci più significative in termini di incidentalità e mortalità legate al nostro standard di vita.
La riduzione del numero degli incidenti stradali è oggetto di una norma internazionale, la ISO 39001.
sabato 24 gennaio 2015
Verdura al minimo
I prezzi al dettaglio di frutta e verdura, nel circuito dalla grande distribuzione, si mantengono particolarmente bassi, al limite del costo. I produttori, sempre più spesso, si trovano a dovere lavorare sottocosto.
mercoledì 31 dicembre 2014
Classifiche di fine anno
A fine anno compaiono immancabilmente le classifiche relative ai 12 mesi trascorsi.
I 10 film più belli, gli eventi sportivi più appassionanti, le iniziative più lodevoli.
E' anche un momento di promesse, propositi, rivincite.
Più difficile trovare la classifica delle certezze venute meno, forse perchè già il loro numero era particolarmente esiguo. Il progressivo distaccamento dal reale in cui siamo portati a vivere rende difficile avere punti di appoggio fermi, idee e convinzioni che possano essere considerate condivise e immutabili.
Le festività natalizie possono offrire un esempio semplice di questo scollegamento dalla realtà.
La raccolta differenziata dei rifiuti, che ha ormai raggiunto una grande capillarità, con i propri sistemi di turni e date fisse ha costretto a verificare quale volume di rifiuti sono stati generati anche quest'anno durante le feste. Nonostante le lamentele per avere dovuto ammassare in qualche posto ciò che non sarebbe stato raccolto nelle date delle feste, molto poche sono state le persone che hanno rinunciato a 'confezionare' i regali, e anche quelli che hanno scelto confezioni leggere, o singole. i panettoni che si ricevono, normalmente, hanno una scatola di cartone che contiene al suo interno la confezione in materiale plastico che ha la funzione di conservare correttamente il prodotto. Ma il panettone nel PVC non è presentabile.
Il panettone avvolto nel PVC rimanda immediatamente al concetto di povero, di bassa qualità. Ma soprattutto di 'brutto'.
Soprattutto al momento di un regalo, la ricerca del bello costituisce uno degli elementi determinanti la scelta dell'acquisto, ancora prima di aspetti quali l'utilità o la qualità dell'oggetto.
Ma la bellezza, ormai, non è più argomento per noi. La stabiliscono altri. Speriamo che il panettone nel cellofan diventi di moda: si venderanno solo quelli.
domenica 30 novembre 2014
Consumatore europeo
‘Priorità ai consumatori’ è il titolo del primo paragrafo della recente pubblicazione della Commissione Europea dal titolo ‘CONSUMATORI – Priorità ai consumatori’.
Essendo un testo sufficientemente, si riporta il link per una lettura personale del testo.
Estrapolando alcune parti dal testo, si percepisce questa doppia e un po’ contrastante azione della Commissione: proteggere e promuovere. Tutelare e stimolare. Pur non essendo dei contrari, sono termini il cui accostamento richiede una riflessione.
La pubblicazione esordisce illustrando che per i 500 milioni di consumatori dell’Unione europea (UE) ciò che conta sono la varietà di scelta, la qualità e la convenienza. Si aspettano informazioni accurate su quello che stanno comprando e vogliono essere sicuri che i loro diritti siano tutelati. Ma le loro scelte agiscono anche come motore di innovazione, efficienza e crescita economica.
Continua spiegando che La politica dei consumatori dell’UE ha come obiettivo principale quello di aiutarli a sfruttare al meglio tutte queste opportunità. Sostiene inoltre la crescita economica e i cambiamenti sociali. La spesa per i consumi rappresenta il 57 % del prodotto interno lordo (PIL) dell’UE. Permettere ai consumatori di avere un ruolo attivo nel mercato unico può dare impulso alla crescita economica e aiutare l’UE a superare la crisi.
La politica dei consumatori dell’UE garantisce ai consumatori determinati diritti e un elevato livello di protezione e sostegno in tutta l’Unione europea.
Non si parla però di consumo responsabile fino a quando ci si imbatte nell’ultimo capitolo, prossime tappe.
Nelle prossime tappe ci sarà consumo sostenibile e responsabile, di cui si anticipa che i livelli crescenti di consumo contribuiscono ad aggravare i principali problemi ambientali, come i cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico e idrico, l’utilizzo del suolo e la produzione di rifiuti. Gli sprechi alimentari della sola UE — stimati attualmente a circa 90 milioni di tonnellate all’anno — potrebbero essere ridotti del 60 % mediante una gestione più efficiente delle risorse. I consumatori dovrebbero pertanto essere incoraggiati a fare scelte sostenibili e responsabili.
Il testo integrale al seguente link:
giovedì 30 ottobre 2014
Sblocca Italia
La crescita per decreto.
Il tentativo di riavviare la saluta della nostra economia passa anche attraverso il tentativo di promuovere la spesa e alcuni investimenti mirati al miglioramento dell'efficienza di alcune importanti componenti il nostro patrimonio.
La proposta di estensione degli incentivi fiscali nel caso di interventi sugli edifici esistenti per ridurne la vulnerabilità sismica pare sia rivolto in tale direzione.
La sismicità del territorio nazionale è decisamente più elevata della media europea, per loro fortuna. La fascia che prende il nostro paese, percorre la Grecia e raggiunge la Turchia è caratterizzata da aree periodicamente interessate da fenomeni tellurici, con frequenza ed intensità variabili, ma che comunque si ripetono nel tempo. Lasciando ad altri la disquisizione circa la prevedibilità di tali eventi, è certo che oggi la tecnica consente di realizzare edifici ed infrastrutture molto più sicure che in passato, ed esistono applicazioni efficaci anche per gli interventi sul già costruito, cioè gli edifici che normalmente ci ospitano.
Così come è accaduto per la riqualificazione energetica, il beneficio fiscale può costituire uno stimolo agli interventi, e quindi alla ripresa economica, perchè si propone un beneficio concreto a chi li esegue.
La riduzione della vulnerabilità sismica richiede però interventi di carattere strutturale, che comporta analisi ed ispezioni preliminari nonchè una fase di progettazione, ed infine di esecuzione dei lavori. Richiedono cioè tempi lunghi. Ci auguriamo che sia previsto un orizzonte di almeno 3 anni per la realizzazione delle fasi operative. Un solo anno non sarebbe sufficiente neppure per iniziare i lavori: l'inefficacia, per decreto.
martedì 30 settembre 2014
Direttiva consumatori
Il Decreto Legislativo n° 21 del 21 febbraio 2014 costituisce l’attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, e andrà a sostituire il Codice del Consumo attualmente in vigore. Gli effetti del decreto mantengono inalterata la novità di alcuni elementi nell’ambito dei contratti conclusi tra consumatori e professionisti.
Per professionista, si intende qualsiasi persona fisica o giuridica che, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale nei contratti oggetto della presente direttiva, anche tramite qualsiasi altra persona che agisca in suo nome o per suo conto. Poco importa che si tratti di un soggetto pubblico o privato.
Ecco le principali novità della Direttiva:
-maggiori obblighi di informazione precontrattuale al consumatore: prima del contratto il consumatore deve essere in possesso di una serie di informazioni chiare e dettagliate.
- contratti conclusi telefonicamente: il consumatore è vincolato dallo stesso solo dopo aver firmato e ricevuto per iscritto il contratto.
- diritto di recesso: si passa dai 10 ai 14 giorni per poter esercitare il diritto di recesso dal contratto.
- restituzione del bene: il consumatore avrà diritto a restituire anche un bene deteriorato rispondendo però alla diminuzione di valore dello stesso.
- passaggio del rischio: il rischio di perdita o danneggiamento di un bene passa dal proprietario al consumatore solo quando quest'ultimo entra in possesso del bene.
- divieto di spese aggiuntive: per i pagamenti effettuati con carte di credito, bancomat e per le linee telefoniche a disposizione del consumatore.
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